Probabilmente qualcuno riterrà barbosi, forse anche inutili, i miei interventi, redatti a breve distanza, ma ritengo che il momento avrà un grande impatto sul nostro futuro e quindi reputo giusto esprimere il mio pensiero. Nessuno è obbligato a leggerlo, perché come sempre evidenziato, sono mie riflessioni personali.

Oggi abbiamo sempre più l’evidenza che nel volgere di poche settimane avremo un nuovo Esecutivo e che il leader sarà Mario Draghi. Ho già avuto modo di affermare nell’ultimo scritto che il nuovo premier si troverà di fronte ad un impegno gravoso e denso di insidie ma le Sue indubbie capacità dovrebbero consentirgli di affrontarle in modo adeguato. Ribadisco ancora che il Paese, sempre nel rispetto dei principi democratici, è ormai esausto per le incertezze sin qui dimostrate e senta la necessità di qualcuno che decida e definisca delle linee chiare. Non è scontato che quanto verrà deciso andrà a soddisfare le esigenze di tutti ma penso che avere la possibilità di esprimersi su linee definite e chiare sia indispensabile. Quindi personalmente mi auguro che il presidente incaricato riesca a costruire un Esecutivo per definire la linea politica futura. Questo non esclude vi possano essere anche momenti di confronto duro con il nuovo Esecutivo. L’interlocutore deve sapere che ragionando si possono sempre trovare soluzioni, che riescano a conciliare l’interesse del Paese con quello dei settori. Le imposizioni non saranno accettate ma il confronto ci dovrà vedere in prima linea.

Vedremo le scelte che saranno compiute per la composizione della squadra di Governo e per il programma. Già mi pare si registrino messaggi in codice e delle velate minacce che ritengo tuttavia, non riusciranno a bloccare il lavoro del premier incaricato anche se lasciano intravvedere che il percorso per uscire dalla crisi non sarà semplice. Nessuno osi pensare che quanto sto dicendo sia la classica “captatio benevolentiae”. Sono le constatazioni di chi vive nel mondo della rappresentanza da tempo. Dovremo riuscire però a far comprendere come sia in modo assoluto necessario mettere a disposizione dell’economia del Paese un sistema di trasporti e logistico funzionante ed adeguato. Questo non sarà semplice ma ritengo anche che sia meglio confrontarsi con chi ha delle idee che non con coloro che invece hanno dimostrato di non avere dimestichezza a governare. (Ovviamente questa constatazione, non va a tutta la compagine di Governo in uscita. Ribadisco che con il ministero dei trasporti avevamo trovato un riferimento politico attento e che ha cercato, e diverse volte è anche riuscita, di fornire risposte a diversi problemi non di semplice soluzione).

Affrontando invece la situazione dei trasporti domani Conftrasporto diffonderà i dati che l’Osservatorio congiunturale di Confcommercio ha elaborato. Mi sembrano preoccupanti le risultanze riguardanti il trasporto persone. Registrano un calo generale del 48% sul 2019; mentre per le merci complessivamente si verifica un meno 18,7%. Il trasporto su gomma subisce il calo più consistente, meno 25,8; a fronte di un meno 7,3% del mare e 7% del ferro.

Il trasporto passeggeri si è ridotto della metà e questa è la dimostrazione evidente dello stato di crisi che ha riversato le negatività, oltre che sulla gente, sulle attività legate al turismo anche sul trasporto e logistica. Chi assume l’onere di governare dovrebbe non sottovalutare la situazione.

Che i trasporti e la logistica siano elemento essenziale di sviluppo lo riconoscono tutti ma non può né deve restare una affermazione. Come è stato definito da un noto sindacalista la logistica ormai si avvia a divenire l’attività preminente per lo sviluppo del Paese. Occorrerà massima attenzione da parte del nuovo Esecutivo che dovrebbe (questa è una mia convinzione da sempre) definire prima quale politica dei trasporti sia utile al Paese, poi decidere con quali mezzi (infrastrutture) realizzarla. Le infrastrutture sono gli strumenti che soddisfano le esigenze di accessibilità e connettività ma se non rientrano in un quadro di insieme si rischia di non favorire lo sviluppo ma la concorrenza. Le limitazioni introdotte dall’Austria ne sono una prova.

Conftrasporto è, come sempre e nei confronti di tutti, disponibile a fornire il proprio contributo, e mettere in atto ogni iniziativa atta a tutelare le imprese del trasporto, su gomma, via mare e ferro, modalità che si devono interconnettere. Per questo occorre una visione di insieme.

Share This